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Grano Saragolla (Khorasan)

Saragolla ( Khorasan )

dal lavoro dei nostri antenati…

Antico cereale ricco, tutto Italiano, che nulla ha da invidiare al più costoso grano khorasan della Kamut®.

 

La varietà Saragolla (Triticum turgidum subsp. bulgaricum) è un antenato del grano duro esente da ogni contaminazione da mutagenesi indotta con raggi 𝐱 e 𝛄 del cobalto radioattivo, a differenza delle varietà oggi per lo più utilizzate in agricoltura.

 

Il grano Saragolla venne introdotto nel 400 d.C. in Abruzzo da popolazioni nomadi Proto bulgare e rientra nel gruppo dei grani Khorasan (come quello brevettato dalla Kamut® – Triticum turgidum subsp turanicum), ha un culmo (fusto) molto alto (c.ca 180 cm) e dai suoi semi (cariossidi), nudi e più lunghi di quelli del frumento, si ricava una farina gialla.

 

Come riportato in numerosi documenti storici, dal Medioevo in avanti vennero apprezzate le qualità dei grani chiamati “Saragolla” (se ne conoscevano diverse sottoarietà: la Zingaresca, la Bulgara, la Saragolletta del Sannio e la Saragolla Turchesco, resistente ai parassiti, all’allettamento e alla stretta della ruggine), ma nel corso del tempo le zone di coltivazione diminuirono progressivamente, poiché soppiantate da grani ottenuti da tecniche di ibridazione, coniate nei primi del ‘900, più resistenti e con una maggiore resa. I Grani duri, oggi rari e pregiati, vennero dunque emarginati e coltivati solo in piccoli appezzamenti collinari del versante adriatico del centro Italia, grazie al lavoro dei nostri antenati.

 

Perché è così speciale?

La farina che si produce è unica ed è adatta sia alla pastificazione sia alla panificazione, si distingue, l’ottima tenuta in cottura ed il sapore speziato ed intenso.

Sotto il profilo nutrizionale, rispetto a quelli più comuni e consumati, il grano Saragolla ha dal 20 al 40% di proteine in più, con un migliore profilo amminoacidico (fondamentale aspetto nutrizionale), vitamine e sali minerali (come beta-carotene, selenio, ecc..) e un minore contenuto di glutine.

Permette di realizzare dunque alimenti altamente nutritivi e facilmente digeribili, anche dagli intolleranti ai prodotti del grano più comune, ma non è adatto ai ciliaci.

Abbiamo quindi un Grano tutto Italiano che nulla ha da invidiare al più costoso grano della Kamut.

 

Cosa significa Kamut®?!

Kamut non è il nome di un grano, bensì dell’azienda americana del Montana, la Kamut International ltd, che ne brevettò una varietà. Anche questo grano fa parte del gruppo di Grani Khorasan, sottogruppo dei grani duri (dove rientrano anche il farro (Triticum dicoccum) o il grano duro (Triticum durum o Triticum turgidum).

Il marchio Kamut® è stato registrato nel 1991 con una precisa regola: solo il grano della varietà Turgidum ssp. Turanicum, coltivato da agricoltori associati, selezionati e con il seme distribuito loro dall’azienda medesima, poteva chiamarsi Kamut.

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