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Grano Saragolla

 
dal lavoro dei nostri antenati un antico cereale ricco, tutto Italiano, nutriente e profumato. 

 

Il grano Saragolla (Triticum turgidum subsp. bulgaricum) è un antenato dei grani duri più moderni (parente stretto del Khorasan)in origine veniva coltivato nella fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico e tra l’Egitto e la Mesopotamia e per questo conosciuto anche come Grano degli Egizi. 
 
Esente da mutagenesi indotta con raggi 𝐱 e 𝛄 del cobalto radioattivo (pratica comune per migliorare la resa di coltivazione nell’agricoltura intensiva), il grano Saragolla venne introdotto nel 400 d.C. in Abruzzo da popolazioni nomadi Proto bulgare. Racchiude diverse varietà, caratterizzate da un culmo (fusto) molto alto (c.ca 180 cm) e dai semi (cariossidi) nudi, più lunghi di quelli del frumento e dal caratteristico colore ambrato, da cui si ricava una farina gialla.

 

Come riportato in numerosi documenti storici, dal Medioevo in avanti vennero apprezzate le qualità dei grani chiamati “Saragolla” (tra le diverse sottovarietà si trovavano la Zingaresca, la Bulgara, la Saragolletta del Sannio e la Saragolla Turchesco, quest’ultima molto resistente ai parassiti, all’allettamento e alla stretta della ruggine), ma nel corso del tempo le zone di coltivazione diminuirono progressivamente, poiché soppiantate da grani ottenuti da tecniche di ibridazione, coniate nei primi del ‘900, più resistenti e con una maggiore resa. I grani duri, oggi rari e pregiati, vennero dunque emarginati e coltivati solo in piccoli appezzamenti collinari del versante adriatico del centro Italia, grazie al lavoro dei nostri antenati.

 

Perché è così “speciale”?
La farina che si produce è unica ed è adatta sia alla pastificazione sia alla panificazione, si distingue per l’ottima tenuta in cottura, il sapore speziato e un profumo intenso.
Sotto il profilo nutrizionale, rispetto a quelli più comuni e consumati, il grano Saragolla ha dal 20 al 40% di proteine in più, con un migliore profilo amminoacidico essenziale (fondamentale aspetto nutrizionale), vitamine, sali minerali (come beta-carotene, selenio, ecc..) e un minore contenuto di glutine.
Permette di realizzare dunque alimenti altamente nutritivi e facilmente digeribili, anche dagli “intolleranti” ai prodotti degli altri cereali appartenenti alla stessa famiglia, ma non è adatto ai celiaci.
Abbiamo quindi un Grano tutto Italiano che nulla ha da invidiare ai grani duri più diffusi.
 
Avete già provato il panino realizzato con la sua farina? Semplicemente spettacolare…

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