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L’ORO ROSSO DEL MEDITERRANEO: IL POMODORO

L’ORO ROSSO DEL MEDITERRANEO: IL POMODORO

Mi piace considerarlo il simbolo dell’estate, il frutto di una pianta che ci rende famosi nel mondo: in questo post vi racconto alcuni fatti sul pomodoro. È veramente da considerare “oro”?

In estrema sintesi (per i frettolosi):

Si è un prodotto d’oro…ma “non è tutto oro quello che riluce” almeno, per alcuni. Della pianta di pomodoro il frutto è l’unica parte commestibile, raccolta in estate.

Originario del sud America, i primi a coltivarli furono gli Indios. Proprio grazie a queste popolazioni il pomodoro raccolse l’attenzione dei soldati di Cortés che, in fase di conquista dei territori, offriva loro una fonte di nutrimento e acqua. Giunto al Vicereame di Napoli, nei primi del ‘500 era descritta come pianta producente un frutto dal colore giallo intenso da qui il suo nome “Pomo d’oro”. Solo a metà del settecento, i primi fra tutti a individuare le possibilità di impiegare come alimento i pomodori, fino ad allora usato solo a scopo ornamentale.

É un ortaggio molto acquoso, ricco di molti minerali e vitamine (contenuto influenzato dalla terra e luogo di coltivazione); è una buona fonte di potassio, folato, e vitamine A, C e di alpha-tocoferolo (pro-vitamina E). [1]

Contiene molti carotenoidi, in particolare un pigemento rosso detto licopene, il costituente più attivo, migliore se associato a tutto il fitocomplesso. Contiene anche altissime quantità di Flavoniodi. [1]

Studi diversi riportano potenziali capacità di ridurre il rischio di disturbi come le malattie cardiovascolari e il cancro alla prostata (per il quale è stato dimostrato che l’alimentazione gioca un ruolo importantissimo nella prevenzione). [1]

Sembra protegga dai danni cardiaci riscontrabili in soggetti colpiti da ischemia cardiaca e alcuni studi dimostrano una migliore la protezione dal rischio di melanomi aumentato la capacità di rispondere ai danni indotti dai raggi UVB nei modelli animali che assumevano regolarmente licopene (effetto ancora da confermare).

Anche se ancora non tutte le ipotesi sono state confermate, è ampiamente accettata l’opinione secondo cui il consumo regolare di pomodori (all’interno di un regime alimentare sano e variato) sia una scelta benefica per la salute, soprattutto quando il pomodoro è cotto e accompagnato da condimento grasso (olio), ad esempio su pasta o pizza, rispetto al pomodoro crudo che, comunque, ha un più alto contenuto di vitamine A e C, deteriorabili col calore.

Si consiglia di non eccedere nel consumo di pomodoro se si soffre di gastrite o di reflusso o di problemi alle articolazioni (anche se non è ancora chiaro il legame tra pomodoro e artite) poiché il pomodoro ( studi dimostranti incompatibilità con queste tre cose!) può esacerbare la sintomatologia collegata a questi disturbi.

…addentriamoci (per slow reader):

Insieme alla patata è la parte più coltivata al mondo. Spagna e Italia (che per primi hanno cominciato a coltivarlo dopo l’importazione dai paesi di origine) hanno perduto da tempo il primato della sua produzione.

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Il frutto è l’unica parte commestibile della pianta di pomodoro Solanum lycopersicum L(erroneamente chiamato anche Lycopersicon esculentum Mill.) Appartenente alla famiglia delle solanacee (come la patata e la melanzana), è una pianta erbacea annuale, con portamento strisciante, che fiorisce in luglio-agosto, preferisce climi mediterranei con esposizione assolata, anche se soffre nelle ore più calde, così come non sopravvive al clima invernale.

Originario della fascia di territorio che va dalla Cile al Perù all’Ecuador, dove ancora oggi sono presenti specie selvatiche perenni, in Messico comparvero come infestanti tra le piante del mais. È probabile che già ai soldati di Cortés, in fase di conquista dei territori, ne avessero preso dagli Indios (i primi coltivatori) le virtù: il frutto maturo poteva offrire loro una fonte di nutrimento e di acqua nella calda regione che stavano percorrendo.

Anche se non del tutto chiare le dinamiche, i pomodori giunsero in Spagna con le navi di Cortés. Dato che vennero portate anche piante “non addomesticate” la pianta venne ritenuta insalubre, tanto che per secoli venne considerata solo come pianta ornamentale, interessando prevalentemente botanici e naturalisti.

Per posizione geografiche e politiche, dalla Spagna passò velocemente al Vicereame di Napoli, dove il clima molto adatto, permise la sua diffusione negli orti botanici di tutta l’Italia. Nei testi dei primi del ‘500 il pomodoro veniva descritto come pianta producente un frutto dal colore giallo intenso da qui il suo nome “Pomo d’oro”.

Solo a metà del settecento, grazie agli agricoltori del bacino del Mediterraneo, il pomodorocominciò ad essere impiegato come alimento. La sue coltivazione nelle diverse regioni, dall’Italia alla Spagna, determinò una naturale selezione delle varietà, grazie a una grande capacità di adattamento della piante che acquisì modifiche anche nel colore e nella forma.

Il pomodoro è una buona fonte di potassio, folato, vitamina A, e presenta anche un elevato contenuto di  vitamina C e di alpha-tocoferolo (pro-vitamina E). [1]

Contiene molti carotenoidi, in particolare un pigemento rosso detto licopene, e anche altissime quantità di Flavoniodi, concentrati soprattutto nella buccia in forma a coniugata di quercina e kaempferolo. [1]

Studi epimediologici, in vitro, in modelli animali e nell’uomo, sembrano avvalorare l’ipotesi che tutte queste componenti possano contribuire a ridurre il rischio di disturbi come le malattie cardiovascolari e il cancro alla prostata (per il quale è stato dimostrato che l’alimentazione giochi un ruolo importantissimo nella prevenzione). [1]

I pomodori o la supplementazione di licopene è in grado di attenuare il processo di “rimodellamento cardiaco” e a migliorare la funzione diastolica che intervengono a seguito di un evento ischemico. L’effetto del pomodoro o del licopene avviene attraverso diverse vie che includono l’infiammazione cardiaca, lo stress ossidativo, e l’espressione di miRNAs. Gli studiosi specificano però che i loro dati suggeriscono sia da preferire il cibo come tale anche ricorrere ai singoli nutrienti, poiché si ottengono risultati migliori. [2]

In altri studi (in modelli animali) è stato dimostrato che il consumo regolare (contestualizzato in un regime alimentare sano e vario) di pomodori, contribuisce a ridurre il rischio di tumore alla pelle, poiché i fitocomplessi del pomodoro esercitano una spiccata attività protettiva per la pelle, diminuendo il rischio di melanomi, soprattuto nel confronto dei raggi UVB. [3]

Per sfruttare al meglio gli effetti benefici per la salute dell’uomo, è consigliabile consumare il pomodoro cotto e in contemporanea presenza un un veicolo grasso come l’olio extravergine di oliva (pizza, pasta…), poiché in queste condizioni aumenta la biodisponibilità del fitocomplesso, anche se si perde notevolmente la quantità di vitamine sensibili al calore (vitamina A e C).

Si consiglia di non eccedere nel consumo di pomodoro se si soffre di gastrite o di reflusso o di problemi alle articolazioni (anche se non è ancora chiaro il legame tra pomodoro e artite) poiché il pomodoro ( studi dimostranti incompatibilità con queste tre cose!) può esacerbare la sintomatologia collegata a questi disturbi.

Anche se ancora non tutte le ipotesi sono state confermate, è certo che il consumo regolare di pomodori (all’interno di un regime alimentare sano e variato) sia una scelta  benefica per la salute.

Bibliografia (per gli studiosi…o i miscredenti):

[1] Canene-Adams K1, Campbell JKZaripheh SJeffery EHErdman JW JrThe tomato as a functional foodJ Nutr. 2005 May;135(5):1226-30.

[2] Pereira BLB1, Reis PP2, Severino FE3, Felix TF4, Braz MG5, Nogueira FR6, Silva RAC7, Cardoso AC8, Lourenço MAM9, Figueiredo AM10, Chiuso-Minicucci F11, Azevedo PS12, Polegato BF13, Okoshi K14, Fernandes AAH15, Paiva SAR16, Zornoff LAM17, Minicucci MF18. Tomato (Lycopersicon esculentum) or lycopene supplementation attenuates ventricular remodeling after myocardial infarction through different mechanistic pathways. J Nutr Biochem. 2017 Aug;46:117-124. doi: 10.1016/j.jnutbio.2017.05.010. Epub 2017 Jun 1.

[3] Cooperstone JL1, Tober KL2, Riedl KM1, Teegarden MD1, Cichon MJ1, Francis DM3, Schwartz SJ1, Oberyszyn TM4. Tomatoes protect against development of UV-induced keratinocyte carcinoma via metabolomic alterationsSci Rep. 2017 Jul 11;7(1):5106. doi: 10.1038/s41598-017-05568-7.

[4] http://www.colturaecultura.it/content/aspetti-storici

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